L'itinerario, con un primo tratto a prevalente interesse naturalistico, consente di effettuare a piedi un giro in due aree poco frequentate e piacevoli, la Valle Solinga e la Valle di Recoaro. Le vallate hanno conservato caratteristiche di spiccata autenticità: le pendici s’innalzano verso altitudini che, seppure limitate in senso assoluto, sembrano ripidissime e alternano alla geometrica regolarità dei filari le macchie di superstiti boschi (di robinie, salici, pioppi, roveri e castagni), ma anche di ulivi e di erbe officinali (come la menta, per esempio). Possono inoltre essere avvistate numerose specie di uccelli, in particolare rapaci (come, per esempio, vari tipi di falchi). Non solo: questa passeggiata nelle verdi vallate intorno a Canneto Pavese offre anche l’occasione per un “tuffo” nel passato, permettendo di compiere un significativo percorso nella storia dei luoghi, dall’epoca medioevale ai giorni nostri.Si segnala, infine, che l’itinerario, complessivamente di facile percorrenza, è particolarmente indicato per le famiglie.

MAPPA
 
Caratteristiche dell'itinerario
Punto di partenza/arrivo: Canneto Pavese-via Roma (Chiesa Parrocchiale)
Modalità di percorrenza: a piedi
Lunghezza: Km. 6,9
Durata: 3 ore circa
Difficoltà: Percorso facile con qualche tratto in ripida discesa e salita, su strada sterrata e asfaltata
Dislivello massimo: Circa m 125 (dai m 242 di Canneto Pavese ai m 117 di Recoaro

Descrizione
Giunti al centro di Canneto Pavese, si consiglia di parcheggiare presso la chiesa parrocchiale, dedicata ai Santi Marcellino, Pietro ed Erasmo.
Con alle spalle l’abside della chiesa e di fronte il Centro Sociale del Comune (edificio moderno, sede di Ufficio Postale e Biblioteca), si imbocca il sentiero posto alla sinistra del Centro Sociale per incominciare la prima parte dell’itinerario.
Si prosegue diritti lungo il sentiero, in alcuni tratti sabbioso, che a mezza costa giro intorno alla valle, con belle vedute sui filari di viti.
Giunti a un quadrivio (strada in ripida salita sulla sinistra e in discesa sulla destra), si prosegue diritto, immersi in uno splendido ambiente naturale fatto di alberi ad alto fusto, cespugli, viti e ulivi, tra i suoni della natura.
Si procede sempre diritto fino a un bivio in cui occorre svoltare a destra.
Si percorre il sentiero fino in fondo, quando la strada, passando accanto a un laghetto, sale in mezzo al bosco con pendenza accentuata verso l’abitato di Canneto Pavese: arrivati alla strada asfaltata (di fronte a Via Torchio), si gira a destra e si ritorna al punto di partenza del percorso.
Prima di proseguire per la seconda parte dell’itinerario, si consiglia una sosta per visitare la Chiesa parrocchiale dei Santi Marcellino, Pietro ed Erasmo, all'interno della quale si segnala in modo particolare lo splendido altare maggiore in marmo.
La strada, in leggera discesa, segue il corso del rio Maga o rio Frate in mezzo ai boschi rinaturalizzati a causa dell’abbandono dei campi in questa parte della valle.
I rumori del sottobosco e l’acqua del torrente che scorre alla sinistra del sentiero accompagneranno gli escursionisti per qualche centinaio di metri.
Si giungerà in breve nel fondovalle alle Fonti di Recoaro, chiamate così per analogia con quelle venete che alla fine dell’Ottocento ormai avevano una risonanza nazionale. Si segnala, per un’eventuale sosta, il Ristorante-Pizzeria “Le Fonti di Recoaro”.
Per proseguire l’itinerario, si prende a sinistra la strada di fondovalle che passa tra i due edifici delle terme e si procede diritto seguendo la carrareccia che, anche se in terra battuta, è ben tracciata e ben percorribile. Dopo essere passati in mezzo a una serie di costruzioni, la vallata si apre: sullo sfondo l’abitato delle frazioni Fornace e Colombarone. La strada volge a sinistra e sale attraverso due ripidi tornanti da cui al di là dei canneti si gode una bella vista sulla vallata. Di fronte si intravedono i resti del castello. Giunti al borgo, si svolta a sinistra e lo si attraversa tutto fino ai resti del Castello di Montuè, meritevoli di una visita (giro intorno alle mura e visita ai sotterranei).
Si ritorna indietro e si ripercorre tutto l’abitato fino al bivio, dove si svolta a sinistra verso il centro di Canneto Pavese. Sulla destra, in posizione isolata sopra un’altura, è visibile la Torre Malpaga: è quel che resta – in mediocre stato di conservazione - del Castello di Malpaga, risalente forse al sec. XIV (si conserva solo un corpo di fabbrica con contrafforte scarpato e una slanciata torre in mattoni di più recente edificazione). Immerso in mezzo a vitigni è ora proprietà privata. Dopo qualche centinaio di metri (voltandosi indietro si può godere di una bella vista sull’abitato di Montuè), si giunge al Parco Comunale (sulla sinistra): da qui, svoltando a sinistra e proseguendo diritto, si ritorna alla Chiesa parrocchiale, punto di partenza dell'itinerario.
Nel caso si volesse compiere una sosta, si segnalano il ristorante Bazzini e il ristorante La Tinaia.

Per migliorare l'esperienza di navigazione, questo sito potrebbe utilizzare cookies sia propri che di terze parti. Per maggiori informazioni clicca qui.

Continuando la navigazione si accetta di utilizzare i cookies.